J-Ax su Adolescence: “Non mi rivedo nel padre di Jamie, ma penso che siamo tutti vittime di bullismo digitale”

Il cantante si racconta come padre e spettatore della serie Netflix Adolescence: tra timori per il web e riflessioni sull'AI, J-Ax fa un'analisi lucida e personale.

J-Ax

Durante un evento promosso da La Stampa, J-Ax ha parlato apertamente del delicato equilibrio tra adolescenza e mondo digitale, prendendo spunto dalla serie britannica Adolescence. Il cantante ha raccontato come, nella sua quotidianità da padre, il tema dell'uso dei social sia fonte di frequenti confronti in famiglia, segno tangibile di quanto il tema sia vissuto con partecipazione e consapevolezza.

Adolescence, J-Ax: "Non mi identifico nel padre della serie"

Un Frame Di Adolescence
Una scena di Adolescence

Il cantante ha spiegato che, guardando la serie tv di punta del momento su Netflix, non si è identificato nel personaggio di Stephen Graham, padre del protagonista, ma che ha sentito forte la pressione sociale e digitale che coinvolge oggi i più giovani.

"Non mi sento un tramite fra la mia generazione e i ragazzi, non ho la password dei loro cervelli", ha dichiarato. "Magari riesco a comunicare agli adolescenti e ai preadolescenti nel giusto modo ma penso che il focus di Adolescence sia l'oppressione che i social stanno operando sui ragazzi". E poi ha ammesso: "Siamo tutti vittime di un bullismo digitale dilagante".

Secondo J-Ax, infatti, i social network alimentano un clima tossico, soprattutto per i più giovani: "Credo che la politica stia permettendo ai padroni dei social di basare il loro business sull'aggressività, con contenuti che facciano arrabbiare le persone. In America lo chiamano 'rage posting'".

La proposta di una Commissione di Vigilanza Social

Adolescence Immagini
Adolescence

Nell'intervista J-Ax ipotizza la creazione di un organismo di controllo simile a quello esistente per la Rai. "Così come esiste la Commissione di Vigilanza Rai, perché non istituiscono una Commissione di Vigilanza Social?", chede.

E aggiunge: "Il nostro compito di genitori è tenere il più lontani possibile i nostri figli dai social o almeno far capire loro che chi li sta influenzando, indirizzando, facendo arrabbiare, incuriosendo è un signore che si chiama algoritmo e non ha nulla di buono se non far guadagnare chi lo ha messo in rete".

J-Ax: "L'intelligenza artificiale? Non mi fa paura"

Sul fronte tecnologico, l'ex Articolo 31 ha anche espresso il suo punto di vista sull'AI: "Tutta questa paura nell'AI non ce l'ho, mi sono diplomato in informatica e sono certo che ci vorrà del tempo prima che prenda il posto dell'uomo". Più che la tecnologia in sé, infatti, è la gestione umana a preoccuparlo.