Channing Tatum ha finalmente rotto il silenzio su Avengers: Doomsday, ma lo ha fatto alla sua maniera: con una battuta e una dose calibrata di ambiguità. Intervistato durante il CinemaCon 2025, dove ha ricevuto il premio alla carriera per il decennio, l'attore ha commentato la sua possibile partecipazione al film Marvel.
Channing Tatum e il mistero di Gambit: una sedia garantita
"In realtà, tutto ciò che mi è stato garantito è una sedia. Mi hanno detto che ho una sedia, e posso almeno guardare il film da lì. Sai, c'era solo il mio nome, non esattamente Gambit," ha scherzato sul red carpet. "Io lavoro in un mondo fatto solo di sì o no, e finora mi hanno garantito solo una sedia per vedere il film, quindi questo è il mio punto di partenza." Una risposta che, più che confermare, confonde. Ma nella galassia Marvel, l'ambiguità è una superpotenza a sé stante.

Tatum, inseguito per anni da quel progetto Gambit mai decollato sotto la Fox, è finalmente riuscito a calarsi nei panni (e nell'accento) del mutante cajun in Deadpool & Wolverine. Una comparsata a sorpresa, surreale ma ben calibrata nel delirio multiversale orchestrato dal film.
Il suo Remy LeBeau - con carte esplosive e battute dal sapore speziato - è sopravvissuto alla mischia finale, lasciando aperta la porta per un ritorno in Doomsday. E anche se l'attore non scioglie le riserve, l'ipotesi aleggia come una carta pronta a essere giocata.
Il film, che vedrà tornare icone dei film Fox come James Marsden, Patrick Stewart e Rebecca Romijn, potrebbe riportare in scena anche Hugh Jackman, ma non Halle Berry, che ha smentito ogni coinvolgimento. Intanto, Tatum si tiene defilato, distante dal chiacchiericcio alla Tom Holland o Hailee Steinfeld, gestendo con elegante distacco un ruolo che potrebbe ancora regalare sorprese.