Antonello Fassari, uno dei volti più amati del piccolo schermo, è morto oggi a Roma all'età di 72 anni. L'attore, malato da tempo, era tornato da poco sul set de I Cesaroni per le riprese della settima stagione. Proprio la serie tv, in onda su Canale 5 dal 2006 al 2014, l'aveva reso ancora più popolare per il grande pubblico nei panni dell'oste Cesare.
La lunga carriera di Antonello Fassari, tra teatro e TV

Diplomatosi all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico nel 1975, Fassari aveva da lì intrapreso una prolifica carriera teatrale, che l'aveva portato a lavorare con importanti registi, in primis Luca Ronconi. Dotato di grande versatilità, negli anni '80 ha lavorato anche al cinema e in TV, e nel 1984 ha inciso Romadinotte, riconosciuta come una delle prime canzoni rap italiane.
In televisione è diventato un volto molto conosciuto grazie alla serie I ragazzi della 3a C, in onda tra il 1986 e il 1987, in cui veste i panni di Antonello Bufalotti, detto Puccio.
Tra il 1991 e il 1993 ha fatto parte del cast fisso del programma Avanzi di Serena Dandini. Tra i suoi personaggi più conosciuti c'era il compagno Antonio, con eschimo e borsa di Tolfa, mentre le imitazioni di Giuliano Ferrara e la Sora Lella erano diventate veri e propri tormentoni.

A consacrarlo sul piccolo schermo, nel 2006, è stato il personaggio dell'oste Cesare ne I Cesaroni, ruolo che ha ricoperto fino alla sesta stagione, nel 2014. Antonello Fassari era tra gli interpreti che avremmo rivisto anche nella settima stagione della serie "Il ritorno", che è attualmente in fase di riprese a Roma, diretta dal collega e amico Claudio Amendola.
Al cinema Fassari è stato interprete ma anche regista. Nel 2000 infatti è stato interprete e regista de Il segreto del giaguaro, che aveva per protagonista il rapper Piotta. Nel 2005 è stato Ciro Buffoni in Romanzo criminale, per la regia di Michele Placido, nel 2015 ha interpretato il padre di Sebastiano (Elio Germano) in Suburra, diretto da Stefano Sollima. Le sue ultime apparizioni sono state in L'ultima volta che siamo stati bambini di Claudio Bisio e in Flaminia di Michela Giraud.