Your Friends and Neighbors, recensione: se la grande narrativa seriale distrugge lo status symbol americano

Undici anni dopo quel capolavoro di Mad Men, Jon Hamm torna protagonista in una serie dai toni satirici e amari, facendo a pezzi, come nei romanzi di John Cheever, una certa idea di borghesia americana. Su Apple TV+ dall'11 aprile.

Jon Hamm nel banner della serie Apple

No, nonostante il medesimo titolo, Your Friends and Neighbors non è la rivisitazione seriale dell'omonimo film del 1998 firmato da Neil LaBute. Tuttavia, l'omaggio appare (in)volontario se consideriamo che lo show firmato da Jonathan Tropper si concentri, anch'esso, sulla conflittuale dimensione concettuale degli uomini ricchi di mezza età. Nel farlo, la serie, disponibile dall'11 aprile su Apple TV+, opta per un tono ben preciso, e tipico di una certa letteratura americana - su tutti John Cheever -, miscelando il black al comedy e viceversa, ma senza rinunciare ad un approccio che possa legarsi alla realtà dei fatti, scegliendo come protagonisti delle persone e non (solo) dei personaggi.

Your Friends Neighbors Jon Hamm Scena Serie
Jon Hamm è Andrew "Coop" Cooper

Ed è infatti seguendo il miglior schema della commedia (graffiante) che Your Friends and Neighbors diventa lo specchio amaro di una dimensione borghese ristretta e schiacciata dalla pressione sociale che, secondo Tropper - pregevole scrittore e autore che ha vissuto nella ricca contea di Westchester, NY per quindici anni -, altro non è che materiale perfetto per generare un racconto stratificato, inaspettato e sorprendente.

Your Friends and Neighbors: come salvare lo status quo

Your Friends Neighbors Amanda Peet Serie
Amanda Peet è Mel

Your Friends and Neighbors inizia subito forte, e con il voice-over di Andrew "Coop" Cooper (Jon Hamm) che si accavalla ad un incipit di sicuro impatto. Siamo nella benestante comunità immaginaria di Westmont Village, New York. Villoni a schiera, famiglie influenti, automobili di lusso, privilegi e ricchezza estrema. Un habitat scintillante e opulento che, però, nasconde vite costruite su bugie e sotterfugi. Tra loro proprio Andrew, che pensava di aver avuto tutto dalla vita: una famiglia, una Maserati e un lavoro come hedge fund manager.

Come spesso accade, però, i castelli sono destinati a crollare: la moglie Mel (Amanda Peet) lo tradisce con il suo ex migliore amico, Nick (Mark Tallman), il rapporto con i figli si sfilaccia e, soprattutto, dopo qualche mese viene licenziato senza preavviso e con motivazioni dubbie. Insomma, il mondo di Andrew inizia a sgretolarsi, ciononostante deve disperatamente lottare per mantenere il suo stile di vita. Come? Iniziando a rubare - discretamente - nelle case dei suoi vicini. Quando però si introduce nella villa sbagliata (al momento sbagliato), la situazione prende una piega pericolosa e imprevista.

Jon Hamm è (ancora) un folgorante good bad guy

Your Friends Neighbors Peet Hamm Scena Serie
Hamm insieme ad Amanda Peet

Partendo dal fatto che Jon Hamm è di nuovo un perfetto bad good guy dopo quel capolavoro di Mad Men, Your Friends and Neighbors compone e scompone l'idealizzazione del sogno americano, legandosi allo status symbol per generare gli spunti narrativi necessari, declinati da Jonathan Tropper come se fossero i capitoli di un romanzo. Capitoli conclusi e riaperti sfruttando sapientemente i diversi cliffhanger che si alternano nelle nove puntate rilasciate a cadenza settimanale, e dirette tra gli altri, anche da un regista fenomenale come Craig Gillespie. Per idea e costruzione lo show è, senza dubbio, un'ottima serie, nonostante la lunghezza degli episodi (tutti sopra i 45 minuti) e nonostante alcune tracce narrative non sempre convincenti (una di queste potrebbe riguardare la parentesi di Ali Cooper, interpretata da Lena Hall) che imbrigliano il ritmo.

Certo è, lo script ha la sensibilità giusta nello scoperchiare la realtà di un certo spaccato contemporaneo grazie al compiuto arco del racconto: tramite Andrew, rampante manager che si ritrova a perdere tutto, Jonathan Tropper illumina l'ossessione di una certa America (e non solo) verso quell'apparenza ingannevole e spietata, rotta dalla ribellione (in)cosciente e forzata di un protagonista marcatamente efficace che, a guardar bene, rappresenta la fine (o l'evoluzione?) del Capitalismo.

In fondo, prosegue Your Friends and Neighbors, nascosto da una riccanza ego-riferita e anti-ugualitaria, si cela lo stesso identico livello di disperazione e infelicità dei ceti meno abbienti (e come dice lo stesso autore, il panico è il vero livellatore), e per questo c'è una riconoscibilità fondamentale che, episodio dopo episodio, porterà a legarci con le idiosincrasie milionarie di Westmont Village. Come? Molto semplice: ricordandoci che l'apparenza è tra le più insidiose delle sensazioni (e infatti la dualità umana, come nelle opere di Cheever, è centrale nella serie). Del resto, ammicca Andrew, se "tutto è una metafora", allora per (ri)trovare la verità bisogna scendere in profondità, districando quell'intreccio di menzogne che ci siamo cuciti addosso. Prendendo coraggiosamente il rischio di rinnegare le nostre apparenze.

Conclusioni

Come fare a pezzi lo status symbol americano: Jonathan Tropper sceglie Jon Hamm per una serie satirica e amarissima incentrata sui ricchi uomini americani, sulle loro ossessioni e le loro dipendenze. Il protagonista, Andrew, perdendo tutto ciò che ha, romperà il cerchio degli intoccabili, generando quel materiale narrativo perfetto per essere declinato in una serie televisiva.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
2.8/5

Perché ci piace

  • Il cast, ovviamente Jon Hamm.
  • Il tono scelto.
  • La scrittura di Jonathan Tropper.
  • La satira amarissima.
  • I vari colpi di scena.

Cosa non va

  • La durata delle puntate...
  • ... che risultano essere un po' troppe.