Sono The Avengers, I Vendicatori di casa Marvel. Ovvero Iron Man, Thor, Hulk, la Vedova Nera, Captain America, riuniti dallo S.H.I.E.L.D. e Nick Fury per affrontare la minaccia rappresentata da Loki. Una squadra di big che corrisponde ad altrettante star, quattro delle quali sono approdate a Roma per presenziare alla premiere del film diretto da Joss Whedon e presentare il progetto ad una curiosa stampa romana. Il nuovo lavoro ambientato nel multiverso Marvel, il primo prodotto da Disney che sbarcherà nelle sale italiane in anteprima mondiale il 25 Aprile, riunisce i filoni lanciati dai film sugli stessi singoli eroi e prepara il campo ai successivi che vedranno la luce nei prossimi anni, ed è una megaproduzione che, a voler parafrasare il Tony Stark di Robert Downey Jr. in una scena del film, si fa carico di salvare il boxoffice... o quantomeno di vendicarlo.
Sono Scarlett Johansson, Chris Hemsworth, Mark Ruffalo e Tom Hiddleston le quattro star giunte a Roma, gli interpreti rispettivamente della Vedova Nera, Thor, Hulk e Loki. Hanno risposto alle domande spiegando il rapporto con i loro personaggi e qualche curiosità sull'approccio del regista di The Avengers.

Mark, eri fan del fumetto, ti attirava questo personaggio così iconico? Mark Ruffalo: Sì, lo ero molto da bambino, io e mio cugino leggevamo molti fumetti. Poi negli anni '70 mi sono avvicinato anche alla serie TV. Sì, Hulk era il mio eroe preferito da ragazzo.

Tom, il tuo ruolo è quello di Loki, il cattivo della situazione e un personaggio affascinante. E' forse più divertente interpretare il cattivo? Tom Hiddleston: Dicono che il Diavolo suona le canzoni migliori. Mi è piaciuto moltissimo interpretarlo perchè è il primo personaggio agli estremi opposti rispetto a me.
Chris Hemsworth: Non è vero! E' malvagio! (ride)
Tom Hiddleston: Non sono stato la scelta immediata per Loki, ma mi ha dato la possibilità di esplorare altre sfumature rispetto al passato, perchè avevo sempre interpretato personaggi di 200 anni fa, con vestiti d'epoca e a cavallo. Loki è un personaggio affascinante anche per le motivazioni che lo rendono cattivo, perchè è emotivamente danneggiato e porta dentro una sofferenza che lo ha reso quello che è.

C'è qualcosa di te nella Vedova Nera? Scarlett Johansson: Abbiamo entrambe molte convinzioni. Io sono ipersensibile ed è una caratteristica che sfrutto per il mio lavoro. Il mio personaggio non è insensibile, ma cerca di mantenersi distaccata per poter compiere i suoi incarichi. Questo non vuol dire che non sia vulnerabile, ma sfrutta questo aspetto in modo diverso da come faccio io nella mia professione. Una cosa che abbiamo in comune è che entrambe amiamo completare il lavoro.
Scarlett, abbiamo imparato a conoscerti in film più d'autore. Che differenza c'è come attrice a lavorare a film di quel tipo rispetto a produzioni grosse come questa? Hai avuto difficoltà con le numerose scene d'azione? Scarlett Johansson: E' difficile paragorare esperienze diverse tra loro. Ogni film è di per sè un'esperienza. Non mi interessa quanto sia il budget del film, non vuol dire che uno sia più difficile di un altro in base ai soldi in gioco o che uno non abbia sfide dal punto di vista drammatico perchè più costoso, al limite puoi avere un catering migliore. Credo sia solo una differenza di proporzioni, di numero di persone coinvolte. In un film di questa portata a volte non puoi avere la sensazione di fare qualcosa di intimo, ma in fin dei conti anche questo è un film basato sui personaggi, trainato dai personaggi, e nelle scene che abbiamo fatto tutti insieme si è venuto a creare quel feeling da piccolo film indipendente, quindi in questo senso non c'è stata grossa differenza. Nessuno di noi si è messo al di sopra degli altri. Per quello che riguarda i combattimenti, abbiamo fatto tantissima pratica ed un sacco di lavoro di stunt; abbiamo passato molto tempo in palestra e gli stunt sono diventati un po' la nostra famiglia. Ci siamo dovuti impegnare molto e girare in prima persona anche perchè a Whedon piaceva l'idea di poter inquadrare le nostre facce anche nelle scene acrobatiche. E' una cosa che piace anche ai fan ed alla fine fa piacere anche a noi.

Tom Hiddleston: Ho lavorato con Allen per otto giorni, quindi ho meno da dire rispetto a Scarlett. Quello che posso dire è che Joss ha una grande affezione, un grande rispetto, per quello che fa. E rispetta tanto anche Woody, infatti abbiamo visto Midnight in Paris proprio durante le riprese di The Avengers ed ha fatto fatica a riconoscermi nel film, perchè avevo i capelli ricci ed ero molto diverso. Joss è affascinato dalla mitologia, da tutti i tipi di mitologia antica, shakespeariana, sci-fi, perchè gli permette di dar vita a personaggi iconici, di portare scrittura e regia su una scala maggiore e Joss ama scrivere cose di ampia portata. Woody è più interessato ad un tipo diverso di sofisticazione, più letteraria e fuori dal comune, si concentra sulla commedia, l'intimità, sui piccoli dettagli della vita. Devo dire che l'idea di Woody Allen che dirige The Avengers sarebbe affascinante.

Chris, tu hai avuto alcune delle sequenze d'azione più difficili, quanto è difficile recitare durante queste acrobazie? Chris Hemsworth: L'aspetto tecnico di questo film è senza dubbio più imponente ed impegnativo di qualunque altro ruolo abbia fatto in passato. Ma per fortuna gli stunt, ed anche il regista, ci hanno aiutati molto a portare a termine il lavoro.