L'ultima sfida, recensione: un trattato di mitologia calcistica appassionato ma fragile

Il debutto di Antonio Silvestre è un dramma sportivo a tinte gialle che vuole costruire un microcosmo calcistico il più completo possibile, così da poterlo destrutturare e analizzare. I problemi stanno nelle criticità che quest'ambizione comporta, soprattutto a livello di scrittura. Al cinema.

Locandina de L'ultima sfida.

In occasione del su primo film Antonio Silvestre opta per un dramma sportivo, anzi, calcistico, cioè un genere molto specifico e che in Italia ha una sua particolarissima nicchia (seppur ristretta e fatta di alti e bassi). Nel farlo il regista decide di creare un potpourri con tutto ciò che è legato all'immaginario del mondo del pallone.

L Ultima Sfida Protagonista
Gilles Rocca in L'ultima sfida.

Il protagonista stesso de L'ultima sfida è, se ci pensate, una figura praticamente mitologica, ovvero il capitano bandiera che non ha mai vinto nulla e che ora ha davanti a sé la più classica delle last dances per riuscire a riscattare una carriera da "perdente di lusso". Il punto di vista è più o meno sempre il suo, e intorno ad esso prende forma un variopinto coro composto da personaggi con la funzione di maschere semantiche (tra cui spicca quella con il volto di Giorgio Colangeli), ognuna con la sua funzione.

Il sacro e il profano della fede per una squadra, le nuove generazioni, l'arrivo del femminile nel mondo del calcio, le ombre delle scommesse con tutti i vari ed eventuali loschi affaristi dietro di esse, il più classico dei matrimoni calciatore - influencer e tutto ciò che ne segue. Un microcosmo da destrutturare, messo insieme da una sceneggiatura che mischia generi e linguaggi senza curarsi troppo dei come e dei perché. Il risultato è un film allo stesso tempo scricchiolante e profondo.

L'ultima sfida del capitano

L Ultima Sfida Michela Quattrociocche Gilles Rocca
Un matrimonio perfetto.

Massimo De Core (Gilles Rocca) è "l'ultima bandiera rimasta nel mondo del calcio". Uno di quei calciatori che hanno dedicato tutta la loro carriera alla medesima squadra, diventando più che idoli per la propria tifoseria, magari accettando di pagare il costo di non vincere mai un trofeo. Questo è anche il caso del Capitano, che però può cambiare il suo destino ora che è a pochi giorni dalla finale di Coppa di Lega, che sarà anche la sua ultima partita da professionista.

A pochi passi dalla meta però un peccato di gioventù, sotto la forma di un altro capitano vendicativo e un dottore mefistofelico, torna a tormentarlo. I due infatti architettano prima un ricatto per mettere in crisi il suo matrimonio con la bella Germana (Michela Quattrociocche) e poi un altro, più grande, che punta dritto alla sua carriera e alla sua vita. Per evitare brutte conseguenze il nostro deve accettare di perdere la finale.

L Ultima Sfida Gilles Rocca
Il Capitano Massimo "Decimo Meridio" De Core.

La scelta è tra salvarsi senza correre rischi, salvaguardando anche la propria famiglia, e deludere una città in fermento in cui tutti, dal tassista al monsignore, vogliono togliersi una soddisfazione che rincorrono da anni e vedere i propri figli gioire. Non solo, per De Core cedere ai loschi figuri significherebbe anche tradire la missione che ha mosso il suo percorso fin dai primi palleggi. Allora che fare?

Un microcosmo credibile, ma mal strutturato

L Ultima Sfida Scena
L'ultima sfida lo aspetta.

La parabola calcistica al centro de L'ultima sfida è quella classica del viale del tramonto in cui un capitano può sportivamente redimersi e toccare il cielo con un dito. La cosa interessante che si innesta in questo discorso è what if che suggerisce il gioco del doppio tra il capitano protagonista e il capitano antagonista. Il loro confronto è ciò che innesca il conflitto nella storia, anche se, come tante altre trovate, si rivela poi essere solamente un ellissi. Persino l'idea del punto di vista del capitano Massimo (con tanto di cori alla Il gladiatore) viene abbandonata per un improvvisato colpo di scena finale.

Sul piano teorico la pellicola è anche di fattura encomiabile, visto che si impegna a fondo nella destrutturazione dell'universo calcio, cercando di dare una voce per nulla scontata a tutti quanti i suoi abitanti. Nessuno è messo lì a caso e nessuno (forse a parte una) è di troppo, anche se per riuscire a percorrere fino alla fine il suo scopo il film rischia molto, andando a toccare zone che non si sposano con il linguaggio adottato. Anche se l'idea di fare un giallo / thriller per un titolo che deve necessariamente funzionare per interni non è, in linea di principio, una stupidaggine.

L Ultima Sfida Personaggi
La folla urlante.

I problemi de L'ultima sfida sono, paradossalmente, nella scrittura, sia a livello strutturale che nei vari marchingegni narrativi. Basti pensare alle modalità con cui si muovono i due villain o come cambia continuamente il punto di vista del commissario (pardon, "viceprocuratore") o, ancora, il ruolo del personaggio interpretato da Ivan Franek, il mediatore slavo, che fa e non fa. Per non parlare della parte legata alla vicende dell'infedeltà. Ci sono, insomma, delle criticità a tutti i livelli che non permettono al film di girare a pieno, probabilmente anche per il peso tematico che si porta dietro.

Conclusioni

Con L'ultima sfida, il regista esordiente Antonio Silvestre dà vita ad un dramma sportivo dai risvolti da giallo per ricostruire un immaginario calcistico a 360 gradi, tra tradizione e moderno, per approfondirlo in ogni aspetto. Uno scopo alto che il film persegue con grande passione, accusando però tutte le difficoltà che si hanno per organizzare un tale bagaglio dal punto di vista della struttura, dell'intreccio e del registro linguistico.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
4.0/5

Perché ci piace

  • L'ensemble di personaggi funziona.
  • L'approfondimento dedicato al microcosmo calcistico.

Cosa non va

  • La struttura è molto fragile.
  • L'intreccio non regge, specialmente nei cambi di tono.