Guglielmo Tell, recensione: Claes Bang in bilico tra Braveheart e Rambo

L'indipendenza della Svizzera non è mai stata così cool. Il film di Nick Hamm sembra uscito dagli anni '90: accuratezza storica non pervenuta, ma intrattiene. In sala.

Claes Bang è Guglielmo Tell nel film del 2024

La mela di Eva, il pomo d'oro della mitologia greca, quella di Biancaneve, la mela di Newton: un frutto e una costante della storia umana. Un altro pomo famoso è quello di Guglielmo Tell: leggendario eroe svizzero, la cui reale esistenza è ancora oggetto di discussione, ma che è certamente diventato simbolo della liberazione del paese dal dominio austriaco. Costretto dall'amministratore di Asburgo, Albrecht Gessler, a centrare con la balestra una mela sulla testa di suo figlio, perché non si era inchinato di fronte al simbolo imperiale posto nel centro di Altdorf, la sua impresa è considerata la scintilla che ha portato alla rivoluzione.

Guglielmo Tell Claes Bang Film 2024
Claes Bang è Guglielmo Tell

Questo momento epico è ciò su cui si basa tutto il film di Nick Hamm, Guglielmo Tell, appunto, arrivato in sala. Il regista ne dà un assaggio breve, fin dal poster, per poi costruirci un'intera narrazione. A interpretare il fenomenale tiratore è Claes Bang, attore danese che spazia dal cinema d'autore (The Square di Ruben Östlund, The Northman di Robert Eggers) alle serie tv (è Dracula nell'omonima miniserie BBC, da noi arrivata su Netflix).

Nonostante la globalizzazione, nonostante internet, i social e le distanze che si accorciano sempre di più, o forse proprio per questo, in tutto il mondo c'è un forte ritorno all'orgoglio nazionale. Il film arriva sull'onda di questo sentimento diffuso, ovvero il desiderio di riscoprire le proprie radici e la storia del paese a cui si appartiene. Nel fare questo il regista, già autore di The Hole e Killing Bono, è tornato idealmente ai film anni '90 come Braveheart e Robin Hood - Principe dei ladri, realizzando un titolo che intrattiene, ma oggi risulta eccessivamente kitsch. In ogni caso, come dimostra il finale, il sequel è dietro l'angolo.

Guglielmo Tell: tra opera e action

Guglielmo Tell Connor Swindells
Connor Swindells è Albrecht Gessler

Hamm, regista di lungo corso per la Royal Shakespeare Company, dice di essersi ispirato all'opera teatrale di Friedrich Schiller, al Guglielmo Tell di Rossini e al Chronicon Helveticum di Aegidius Tschudi sulla fondazione della Svizzera. Ma in realtà, come dicevamo, più che un'epopea epica che pesca dall'opera e dal teatro, l'ex crociato, stanco della guerra ma pronto a combattere per l'indipendenza del suo paese, interpretato da Bang è più vicino a John Rambo che non a un uomo del '300. La preparazione dell'arma, lo sguardo intenso sotto la pioggia, le frasi a effetto quali "siamo cacciatori, non selvaggi", o "se vogliamo la pace prepariamoci alla guerra" sono tutti topos di quel cinema muscolare anni '80 e inizio '90.

Dal Robin Hood con Kevin Costner viene poi recuperata l'inquadratura in soggettiva della freccia, mentre ci sono alcuni aggiustamenti per il gusto contemporaneo. Soprattutto per quanto riguarda i personaggi femminili: le donne hanno un ruolo più rilevante e partecipano attivamente alla lotta, come la moglie di Tell, che non è più Hedwige ma Suna (Golshifteh Farahani), o la nobile Bertha (Ellie Bamber), mezza austriaca e mezza svizzera, molto più connessa con il popolo dello zio, il re Alberto I d'Asburgo (Ben Kingsley).

Accanto a queste aggiunte, che sanciscono il definitivo allontanamento dall'accuratezza storica, c'è una scelta su cui è interessante riflettere: gran parte delle polemiche sorte contro il film Emilia Perez di Jacques Audiard sono nate in Messico. La pellicola, girata in Francia e senza quasi nessun interprete messicano, è stata accusata di appropriazione culturale. Qualcosa che evidentemente non ha toccato Guglielmo Tell, che racconta l'orgoglio di essere svizzeri senza che ci sia nemmeno un attore autoctono. Come direbbe l'Ian Malcolm di Jurassic Park: "È previsto che si vedano dei dinosauri nel suo parco di dinosauri?".

Un cast che lascia qualche dubbio

Se infatti il protagonista è danese, gli austriaci sono interpretati da attori inglesi: Connor Swindells (Adam Groff, il figlio del preside, in Sex Education) è Gessler, Rafe Spall è Werner Stauffacher, amico e alleato di Tell, i già citati Bamber e Kingsley sono a loro volta britannici, così come Jonah Hauer-King (il principe Eric nel live action Disney di La Sirenetta), che ha il ruolo di Rudenz, nobile svizzero scelto per riunire i cantoni del suo paese. Insomma, se l'appropriazione culturale ce la facciamo tra noi in Europa è tutto ok. Buono a sapersi.

Guglielmo Tell Film Nick Hamm
Una scena di Guglielmo Tell

Tra discorsi motivazionali prima della battaglia, personaggi che fanno a gara a urlare "nooooo!" in slow motion e combattimenti corpo a corpo, questo Guglielmo Tell molto fisico e meno strategico sembra veramente un Rambo in abiti medievali. Ma se si accetta il tono sopra le righe (oltre all'inaccuratezza storica), il film di Hamm può essere divertente. Non ha la forza motivazionale del William Wallace di Mel Gibson, né l'ironia del Robin di Loxley di Costner, ma entra di diritto nella lista dei "dad movie" (tutti quelli con Jason Statham, per capirci), che poi in streaming vanno fortissimo.

Conclusioni

Se siete amanti dei film che mettono in cima ai loro obbiettivi l'accuratezza storica, questa nuova versione cinematografica di Guglielmo Tell non fa per voi. Nick Hamm sembra infatti aver pescato più dai film storici anni '90, come Braveheart e Robin Hood - Principe dei ladri. Non solo: il formidabile tiratore svizzero interpretato da Claes Bang è molto vicino a Rambo, che non a un crociato medievale. Vero e proprio "dad movie", se siete disposti a passare sopra il fatto che la storia vera sia molto rielaborata e che il tono sia più adatto a un film action, potreste divertirvi.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
4.4/5

Perché ci piace

  • La presenza scenica di Claes Bang.
  • La volontà di trasformare la storia europea in un franchise d'azione.
  • Nonostante i limiti evidenti di sceneggiatura, ci si diverte.

Cosa non va

  • L'accuratezza storica non esiste.
  • La scelta di attori inglesi per i ruoli di svizzeri e austriaci appartiene a un cinema del passato.
  • Il tono è sopra le righe, rendendo il film di grana grossa e a tratti kitsch.