Daredevil: Rinascita, la recensione del settimo episodio: dietro la maschera

Il settimo episodio della serie regala una presa di posizione da parte di tutti i personaggi, oltre alla rivelazione di chi sia il killer. Ora tutti i tasselli sono al proprio posto. In streaming su Disney+.

Muse nel settimo episodio di Daredevil: Rinascita.

Solo i codardi indossano una maschera.

Siamo ben oltre il giro di boa in Daredevil: Rinascita e quindi è tempo che tutti i pezzi del puzzle vadano a posizionarsi. È guerra quasi dichiarata tra Kingpin e Devil ora che il serial killer Muse, presentato nel precedente episodio, diviene il pretesto per entrambi per far cadere la propria maschera, metaforica o letterale che sia, nella settima puntata. L'oscurità sta per abbracciare tutti i personaggi, ma ci sarà speranza?

Daredevil: Rinascita: nel buio, la luce

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Una scena della puntata

Muse, il serial killer che utilizza il sangue delle proprie vittime (ben 60!) per disegnare la propria arte, abbastanza recente nei fumetti e introdotto grazie alla storyline di Wilson Fisk sindaco di New York, diventa nella serie Disney+ l'occasione per i personaggi per portare allo scoperto i veri intenti di ognuno. Matt Murdock è stato "costretto" ad indossare di nuovo quel costume rosso per difendere la nipote di Tigre Bianca, salvandola per un pelo, e ora forse dovrà farlo di nuovo con la fidanzata, Heather Glenn (Margarita Levieva). Forse in realtà stava solo aspettando un pretesto per farlo. Lo stesso dicasi per l'altra faccia della medaglia della Big City: Fisk alias Kingpin ora legittimo imprenditore, per modo di dire.

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Vincent D'Onofrio di spalle

La task force anti-vigilanti è un modo per screditare agli occhi di tutti - soprattutto i cittadini - il ruolo dei supereroi nella società contemporanea. Un mondo ancora più allo sbando di quello della serie Netflix. Un mondo in cui la differenza tra eroe e villain è davvero poco definita. Una dichiarazione d'intenti anche contro il Diavolo Custode, che il neo-sindaco ritiene responsabile della sua rovina dopo quanto accaduto in passato. Soprattutto dopo aver perso a causa sua l'impero del crimine che è dovuto passare a Vanessa (Ayelet Zurer). Soprattutto ora che è finito tra le maglie della burocrazia legittima, per lui insopportabile. Una gestione, quella in sua assenza, apprezzata dietro le quinte da tutti i sottoposti, scagnozzi e luogotenenti e che ora potrebbe tornare a ciò che è stato... se solo Miss Marianna lo volesse.

Daredevil - Rinascita: dietro le quinte della serie con gli autori Daredevil - Rinascita: dietro le quinte della serie con gli autori

Killer letale

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Daredevil: Rinascita. Charlie Cox in una scena del settimo episodio.

È sempre dietro le quinte che si muovono i personaggi di Daredevil: Rinascita, mentre muovono le fila dei piani che hanno ordito ognuno per se stesso. Heather si trova al centro di più fuochi, essendo la terapeuta di coppia dei Fisk e parallelamente dello stesso Bastian (un Hunter Doohan oramai abbonato al ruolo), ovvero colui che capirà essere Muse. Glenn ricopre anche il ruolo di fidanzata di Matt, all'oscuro della sua doppia identità. Quest'aspetto si fa particolarmente sentire nell'episodio, testimoniando un punto di rottura nella cerchia ristretta del protagonista, a partire dalla socia Kirsten, passando per l'investigatore privato ex poliziotto, fino alla giornalista BB, nipote di Ben Ulrich.

Saranno tutti chiamati a prendere una decisione scomoda tra etica e pragmatismo, testimoniando la fallibilità del sistema e la corruzione dirompente delle istituzioni. Sta in queste intercapedini la definizione stessa di bene e male, giusto e sbagliato, buono e cattivo. Ma chi interpreta davvero chi?

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Una coppia... scoppiata?

Il revival si rivela così uno dei titoli più politici all'interno del Marvel Cinematic Universe e che racconta - proprio come Dexter - del passeggero oscuro dentro ognuno di noi. Un'entità che a volte esce allo scoperto per fare del bene, altre volte siamo noi a soccombervi. Molti dei protagonisti però non riescono ad ammettere di avere bisogno di quella parte, dell'oscurità, per riuscire a trovare la luce. Le sequenze action lasciano il posto soprattutto a quelle riflessive in questa puntata, mentre la fotografia rivela lo stato d'animo di Matt, malinconico rispetto alla rabbia esplosa dopo il colloquio e la presa di consapevolezza con Frank Castle. Il gioco del gatto col topo tra Devil e Kingpin continua, mentre entrambi si sono spogliati della propria maschera, e ora non possono più vedersi sotto altri panni. Un gioco psicologico al massacro che non promette nulla di buono per il futuro della Grande Mela.

Conclusioni

Il settimo episodio di Daredevil: Rinascita fa uscire allo scoperto le vere personalità dei protagonisti, da qualsiasi parte della legge stiano, attraverso l’esplosione di sangue e violenza del killer Muse. Del resto la linea tra eroe e villain, nella società di oggi, è sempre più sottile e tutti dobbiamo scendere a compromessi. Proprio come ha fatto Matt dopo la morte di Foggy e come (forse) sta per fare la nipote di Ulrich. Quale futuro per Hell’s Kitchen? Chi sceglieranno i cittadini, il sindaco o l’avvocato?

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
4.5/5

Perché ci piace

  • Il gioco del gatto col topo tra Fisk e Murdock.
  • L’utilizzo di Muse per far emergere le vere intenzioni dei personaggi.
  • I dialoghi (e i silenzi) al posto dei combattimenti, che forse fanno più male.

Cosa non va

  • Per molti versi si tratta di un episodio di passaggio.
  • Alcune storyline sembrano girare a vuoto.