1923: a una puntata dalla fine, la stagione 2 è definitivamente entrata in modalità Game of Thrones

Taylor Sheridan non ci è mai andato giù leggero, ma la penultima puntata della stagione 2 dello show è un'autentica mattanza che non ha nulla da invidiare a George Martin.

Una scena dalla puntata 6 di 1923 stagione 2

Guardare 1923, la seconda serie prequel di Yellowstone dopo 1883, è un po' come mettersi di fronte alla Trilogia prequel di Star Wars. Sai già come andranno a finire le cose, eppure non puoi evitare di voler soddisfare la curiosità del come si sia giunti a una determinata situazione. Manca solo una puntata alla fine della seconda stagione di 1923, una produzione che, nel complesso, è decisamente più riuscita della già validissima prima. La storia dei Dutton e del loro ranch è una continua escalation dove la posta in gioco aumenta sempre di più ogni giorno che passa e, da questo punto di vista, la resa dei conti fra Jacob Dutton (Harrison Ford) e l'avido Donald Whitfield (Timothy Dalton) lascia già presagire grandi cose in quanto a conta dei morti. Poi resterà da capire se, effettivamente, 1923 sarà un capitolo chiuso o se il discorso proseguirà.

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Jacob e Cara Dutton in 1923

In ogni caso, prima di scoprire chi morirà nella puntata di chiusura, bisogna dire che già in quello che è stato il suo antipasto, la 2x06 (I mostruosi denti della montagna), Taylor Sheridan e soci hanno percorso di buona lena una strada in stile Game of Thrones.
Ci sono tante morti eccellenti, a cominciare da quella che apre la puntata risolvendo il cliffhanger della quinta. Va da sé che se decidete di proseguire la lettura, andrete incontro a pesanti spoiler sulla seconda stagione di 1923.

Ai cari estinti

Nella puntata salutiamo Runs His Horse (Michael Spears) e Pete Plenty Clouds (Jeremy Gauna), come ampiamente previsto fin dall'inizio della loro avventura per cercare di trarre in salvo Teonna Rainwater dalle grinfie di Padre Renaud e Marshal Kent. E va detto che, in base a quella strana legge del contrappasso che sembra esistere nello SheridanVerse, anche gli ultimi due citati finiscono al camposanto (si fa per dire, visto che i loro corpi resteranno a marcire su una pianura texana) in circostanze molto differenti fra loro.

1923 Pete Plenty
Una scena dalla puntata 6 di 1923 stagione 2

Spears e Gauna hanno potuto parlare di questa loro esperienza in una lunga chiacchierata con l'Hollywood Reporter in cui hanno pure spiegato come si siano approcciati alla morte dei loro rispettivi personaggi avvenute in un sostanziale battito di ciglia equivalente al tempo che intercorre fra uno sparo molto ravvicinato e i millisecondi impiegati dal proiettile per colpirli.

Spears spiega che la sua conversazione, in merito, con Taylor Sheridan non è che sia stata chissà quanto articolata. Non aveva, naturalmente, alcuna scelta sulla morte di questi personaggi e, chiaramente, ha provato un po' di amarezza perché nessun attore vorrebbe mai veder morire quello che interpreta. Aggiunge che: "Non lo volevo. Siamo arrivati così lontano. Runs His Horse dice ai suoi figli di non accendere un fuoco, e seguendo quella mentalità pensavo che avrebbe continuato su quella linea di condotta. Ma alla fine abbiamo acceso un fuoco, e di conseguenza siamo stati trovati, e lui è stato colpito mentre dormiva praticamente". Effettivamente è andata proprio così. Dopo aver scoperto la morte di Pete, lui e Teonna si accampano per la notte commettendo l'errore di accendere un piccolo, ma comunque visibilissimo falò che permette a Renaud di beccarli.

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Un momento da 1923 stagione 2

Gauna, che ha ereditato il ruolo di Pete nella seconda stagione (l'attore che lo interpretava nella prima, Cole Brings Plenty, è tragicamente scomparso in una situazione ancora non del tutto chiarita), si è trovato a dover gestire sia il carico emotivo del dover portare avanti il discorso iniziato da un altro attore deceduto che l'addio al personaggio. Dice che "È stato molto difficile, soprattutto con tutto quello che è successo nella vita reale a Cole. Cole aveva molte aspettative per il suo personaggio. Era così felice di poter far parte di sei episodi, e gli è stato portato via improvvisamente. È stato estremamente duro entrare nel cast in quelle circostanze, e ancora oggi pesa molto su di me, perché è ovviamente qualcosa di più grande di quanto potessi mai immaginare".

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La morte di Pete è stata emozionalmente complicata da gestire per tutti i presenti perché era un po' come se Cole fosse morto una seconda volta. Aggiunge che "quel giorno sul set, quando Padre Renaud e Marshall Kent mi raggiungono, tutte le emozioni - le lacrime, i suoni, i respiri affannosi, i sospiri - è tutto al 100% reale. Perché in quel momento, e credo che Michael si sia sentito allo stesso modo, ma posso dire con certezza che Aminah lo ha sentito, lei ha visto Cole disteso lì". Ma per il giovane attore si è trattato anche di un momento molto toccante che gli ha permesso di riflettere sui tanti torti e ingiustizie vissute dal suo popolo che si è rivelato essere una benedizione perché la serie di Sheridan permette ad artisti nativi come lui di portare all'attenzione del pubblico storie mai viste o sentite prima: "Tutto questo è molto potente per i nostri antenati e per il nostro popolo. È un onore farne parte".

Una morte straordinaria

Anche Padre Renaud, interpretato da Sebastian Roché, va incontro alla sua fine per mano - in senso letterale, con una serie di coltellate multiple arrivate dopo averlo ustionato sul volto col barbone del falò - di Teonna. Probabilmente, e di questo è consapevole anche lo stesso Roché, se questa scena fosse stata proposta nei cinema, le sale sarebbero esplose in un fragoroso applauso perché il suo personaggio è, comprensibilmente, detestato e detestabile. E lo è anche se, all'inizio della puntata, elimina Marshal Kent, dopo un acceso confronto verbale avvenuto in seguito all'uccisione da parte di Kent, del giovane Pete.

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Il perfido Padre Renaud

Per Sebastian Roché non ha nulla a che vedere con una qualche evoluzione o presa di coscienza del suo personaggio. È più un suo adattarsi alle asperità dell'ambiente che si trova ad attraversare con Marshal Kent. Spiega che: "Marshall Kent diventa il principale antagonista della seconda stagione fino, ovviamente, a questo episodio. Ciò che trovo davvero interessante è che Padre Renaud si trova davanti a uno specchio che riflette cosa può fare un uomo nel suo momento di malvagità, e penso che questo sia davvero affascinante. Comincia a dubitare delle sue azioni? No".

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L'attore ammette anche di aver sempre immaginato una morte straordinaria per il suo malvagio personaggio, una figura che Taylor Sheridan ha concepito sulla base della storia reale degli Stati Uniti e di quello che accadeva nei collegi per nativi americani finanziati dal governo e spesso gestiti dalla Chiesa tra il XIX e il XX secolo. Nello specifico della scena con l'uccisione di Renaud, Ben Richardson, il regista della puntata, puntava a ottenere qualcosa che fosse il più brutale possibile, come svelato da Roché alla testata. Per questo, durante la lavorazione del segmento, ha indossato protezioni corporee per permettere alla collega Aminah Nieves di colpirlo il più forte possibile col coltello di scena: "Le ho detto: 'Vai fino in fondo'. Volevo davvero che fosse violento. Penso di essermi meritato quella morte!".

Morte in casa Dutton

In aggiunta ai personaggi già citati, nella puntata schiatta, in una maniera tragicomica verrebbe da dire, anche la coppia di ricchi inglesi che prende a cuor e le sorti di Alexandra decidendo di accompagnarla in macchina dai dintorni del Chicago al Montana. Cosa che potrebbe essere saggio evitare anche nel 2025, considerato che fra Wyoming e Montana l'inverno dura 8 mesi, quindi immaginate nel 1923. Ma soprattutto è il Jack Dutton di Darren Mann a salutarci, ucciso per mano di Clyde (Brian Konowal). Il giovane viene ingannato dal fatto che quel personaggio lo conosceva già: nella prima stagione aveva partecipato ai colloqui fatti da suo zio Jacob (Harrison Ford) per un lavoro con la Montana Livestock Association. Solo che nel mentre è stato assoldato da Banner Creighton (Jerome Flynn) col compito d'infiltrarsi nella famiglia Dutton per poter riferire tutte le informazioni che otteneva al villain Donald Whitfield (Timothy Dalton). Una morte che suscita una reazione intensa perché Jack viene eliminato del tutto a tradimento.

La scena è stata girata nell'arco di due giorni nelle location nel Montana. Mann ha ammesso candidamente che per lui è stata un'esperienza dura fin dalla lettura della scena che gli ha fatto provare un turbinio di emozioni che sono passate dalla rabbia alla tristezza. "Ho davvero vissuto un lutto in tanti modi diversi" spiega all'Hollywood Reporter "perché amo interpretare Jack. È un personaggio meraviglioso. È ingenuo nel miglior senso possibile, non per ignoranza, ma per amore e cuore". Ma nello SheridanVerse, avere cuore ed essere candidamente ingenui significa, spesso e volentieri, andare incontro a una morte certa. A cui seguirà l'inevitabile vendetta dei Dutton in un finale di serie che si preannuncia già bello movimentato.